È una delle domande più frequenti, e spesso nasce da un piccolo equivoco.
Molte donne credono che assumere acido folico aiuti a rimanere incinta più facilmente.
In realtà, l’acido folico non aumenta direttamente la fertilità.
Il suo ruolo è un altro, e riguarda ciò che accade subito dopo il concepimento: le primissime fasi dello sviluppo embrionale.
Una vitamina piccola, ma essenziale
L’acido folico (vitamina B9) è una sostanza idrosolubile che partecipa a numerosi processi biologici fondamentali, tra cui la sintesi del DNA, la formazione dei globuli rossi e la maturazione cellulare.
È anche uno dei principali donatori di gruppi metilici, indispensabili per il corretto funzionamento epigenetico e per lo sviluppo dei tessuti embrionali.
Durante le prime settimane di gravidanza — spesso quando la donna non sa ancora di essere incinta — il tubo neurale del bambino (da cui si formeranno cervello e midollo spinale) si chiude.
Una carenza di folati in questo periodo può aumentare in modo significativo il rischio di difetti del tubo neurale (DTN), come la spina bifida o l’anencefalia.
Ecco perché le linee guida OMS, Ministero della Salute ed ESHRE raccomandano di iniziare l’integrazione di acido folico almeno un mese prima del concepimento e di proseguirla per tutto il primo trimestre (WHO, 2023; Ministero della Salute, 2022; ESHRE, 2023).
Acido folico e fertilità: cosa dice la scienza
Molti studi hanno cercato di capire se esiste un legame diretto tra folati e concepimento.
La risposta è che non esiste una correlazione causale diretta, ma un effetto indiretto sì.
- Una buona disponibilità di folati contribuisce a migliorare la qualità del patrimonio genetico degli ovociti e degli spermatozoi, grazie al ruolo nella metilazione del DNA e nella riduzione dell’omocisteina (Boxmeer et al., Fertil Steril, 2009).
- Alti livelli di omocisteina, invece, sono stati associati a ridotta qualità ovocitaria e alterazioni della fase luteale (Laanpere et al., Hum Reprod, 2010).
- Un corretto apporto di acido folico prima del concepimento è correlato a un minor rischio di aborto precoce e anomalie cromosomiche, anche se i meccanismi non sono ancora del tutto chiariti (Gaskins et al., BMJ, 2014).
Quindi sì, l’acido folico non “fa rimanere incinta”, ma contribuisce a creare il terreno biologico ottimale per il concepimento e lo sviluppo iniziale dell’embrione.
Un corpo con buone riserve di folati è un corpo più pronto ad accogliere.
Un consiglio pratico
Non aspettare il test positivo per iniziare l’integrazione.
La prevenzione inizia prima: nel periodo chiamato preconcezionale, quando si prepara il corpo a ciò che verrà.
E se stai già assumendo un integratore, verifica che contenga 400 microgrammi di acido folico o folato attivo (5-MTHF), la forma meglio assorbita dall’organismo.
